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Mountain Bike

Il Tour del Monte Rosa in Mountain Bike è stato sviluppato e suddiviso in 6 tappe che modificano a tratti il percorso ufficiale per andare incontro all'esigenze della Mountain Bike.
Abbiamo previsto partenza e arrivo a Gressoney, con senso di marcia orario in modo da affrontare in discesa i tratti dove diventa più difficile pedalare.
Nulla vieta ad ogni "biker" di poter cambiare il punto di partenza, il numero di tappe da affrontare, il senso di marcia o la possibilità di utilizzare impianti di risalita o servizi taxi fuoristrada.

Giorno 1
Staffal .:. Gressoney (1.837 m.s.l.m.) - Gran Tournalin (2.600 m.s.l.m.)

Ultimo controllo a bicicletta e attrezzatura nello zaino e pronti a partire dal piazzale degli impianti a Staffal.
Vi troverete immediatamente di fronte ad una scelta: dovrete decidere se raggiungere il Colle della Bettaforca (2.672 m.s.l.m.) utilizzando gli impianti a fune sull'asse Staffal - Sant'Anna - Bettaforca oppure imboccando la strada sterrata, larga e sempre ben tenuta, che raggiunge la Valle d'Ayas partendo dal piazzale del Grandi Viaggi Club - Hotel Monboso.
La strada si addentra in un bosco di larici e abeti per circa mezz'ora fino a Sant'Anna (2.180 m.s.l.m.) dove una bianca cappella domina dall'alto il comune di Gressoney la Trinité. La strada continua aumentando a brevi tratti la pendenza, ma restando comunque pedalabile per le gambe allenate, passando dal ristoro Sitten (2.297 m.s.l.m.) dove potrete ammirare un panorama unico sul massiccio del Monte Rosa e raggiungendo in un'ora abbondante il Colle della Bettaforca (2.672 m.s.l.m.).
Proseguendo sulla strada sterrata, vi aspetta una lunga discesa di circa un'ora che percorre il vallone della Forca: all'altezza della stazione di partenza della seggiovia proseguite in discesa verso destra lungo la strada sterrata ce segue la pista da sci fino a raggiungere l'alpe Ciarcerio (1.992 m.s.l.m.), nodo di interscambio tra due seggiovie del Monterosa Ski. Da qui seguire la strada sterrata, sempre in discesa, alla volta della frazione di Frachey (1.623 m.s.l.m.) fino a raggiungere la strada asfaltata che incrocia la Strada Regionale 45 della valle d'Ayas.
Seguitela verso monte fino a raggiungere l'abitato di Saint Jacques (1.689 m.s.l.m.), all'altezza del ponticello sul torrente Verra inserirsi sulla strada sterrata che sale anch'essa dolcemente per due ore scarse fino al rifugio Gran Tournalin (2.600 m.s.l.m.) dove potrete trascorrere la notte.

Giorno 2
Gran Tournalin (2.600 m.s.l.m.) - Breuil-Cervinia (2.003 m.s.l.m.)

Dal rifugio scendiamo leggermente di quota fino ad imboccare il sentiero che porta al Col di Nana (2.775 m.s.l.m.), percorribile in sella alla bicicletta prevalentemente nella prima parte, in quanto avvicinandoci al colle dovremo superare alcuni "salti" di roccia con la bicicletta in spalla, fortunatamente attrezzati con comodi gradini in pietra.
Giunti al Col di Nana (2.775 m.s.l.m.) si scende in sella alla bici fino ad un laghetto naturale, oltre il quale ci aspetta una breve ma irta salita fino al Col des Fontaines (2.697 m.s.l.m.) che dovremo percorrere a piedi spingendo la nostra bicicletta fino a quando il Cervino (4.478 m.s.l.m.) si mostrerà in tutta la sua maestosità.
E' trascorsa all'incirca un'ora e venti dalla nostra partenza e di fronte a noi si prospetta una discesa di circa quaranta minuti fino alla conca di Cheneil, dove incontreremo il piccolo omonimo villaggio (2.097 m.s.l.m.). Vi consigliamo di prestare attenzione in quanto per brevi tratti il sentiero non si presenta in ottime condizioni e per tanto dovremo percorrerli a piedi.
Attraversato il villaggio si percorre una ripida strada sterrata attraverso un fitto lariceto che conduce in breve tempo alla strada asfaltata sulla quale proseguiremo per circa 20 minuti, superando la frazione Champléve e perdendo circa 300 metri di dislivello dal villaggio di Cheneil (2.097 m.s.l.m.), fino ad arrivare al bivio che conduce alla cappella dedicata alla Madonna delle Salette (2.218 m.s.l.m.).
 Qui imboccare la ripida strada sulla destra, asfaltata solo inizialmente, che dopo circa un'ora e un quarto conduce alla stazione di arrivo dell'ovovia (2.245 m.s.l.m.) che sale da Valtournenche (1.524 m.s.l.m.).
Superata la stazione ci si immette sul sentiero 107 fino ad un gruppo di baite dove dovremo affrontare una veloce salita e un breve tratto a piedi.
Dopo una ventina di minuti il sentiero intercetta una mulattiera "trattorabile" che conduce, seguendo le indicazioni per il sentiero 18, alle rotaie del piano inclinato utilizzato per trasportare in quota il materiale necessario a costruire la diga del Goillet  (2.516 m.s.l.m.). Seguitele fino ad incrociare  la strada che collega Breuil-Cervinia (2.003 m.s.l.m.) al lago Goillet (2.516 m.s.l.m.) e dirigetevi verso valle dove troverete numerose strutture per il pernottamento.

Giorno 3
Breuil-Cervinia (2.203 m.s.l.m.) - Zermatt (1.606 m.s.l.m.)

State per affrontare la tappa del Tour del Monte Rosa più atipica per la Mountain Bike, in quanto dovrete affrontare perfino un tratto di ghiacciaio, vi consigliamo per tanto di informarvi con anticipo delle condizioni dello stesso in modo da dotarvi di idonea attrezzatura da alpinismo qual'ora il ghiacciaio non sia in condizioni ottimali.
Anche oggi si prospetta la possibilità di raggiungere la quota massima utilizzando gli impianti a fune sull'asse Breuil-Cervinia - Plan Maison - Laghi di Cime Bianche - Plateau Rosa (3.480 m.s.l.m.), grazie ai quali risparmierete sicuramente tempo e fatica, ma allungherete il tratto di ghiacciaio da superare.
In alternativa troverete sicuramente maggior soddisfazione conquistando con le vostre gambe il Colle del Teodulo (3.301 m.s.l.m.): riprendete la strada  percorsa il giorno precedente che in un'ora e mezza conduce al lago Goillet (2.516 m.s.l.m.), costeggiate il lato Nord dello stesso e proseguite per circa quaranta minuti fino alla funivia Laghi di Cime Bianche (2.812 m.s.l.m.). Entrerete in un paesaggio lunare, un'immensa pietraia a tratti non percorribile in sella alla vostra mountain bike, che vi condurrà al Colle del Teodulo (3.301 m.s.l.m.) passando di fronte alla cappella Bontadini (3.044 m.s.l.m.), dopo la quale la pendenza e la conformazione del terreno renderanno impossibile pedalare e dovrete portare la vostra bicicletta a spalle o spingerla lungo il tracciato sul quale d'inverno scorre una pista da sci.
 Impiegherete circa un'ora e quaranta per coprire la tratta compresa dai laghi di Cime Bianche al colle del Teodulo (3.301 m.s.l.m.), dove troverete il rifugio Teodulo (3.317 m.s.l.m.) in cui gustare un meritato pranzo e qualche minuto di riposo prima di affrontare le ultime due ore necessarie per raggiungere il centro di Zermatt (1.606 m.s.l.m.).
Anche se vi sentirete leggermente fuori luogo, prendete assolutamente la pista da sci che scorre lungo il ghiacciaio senza uscire dal tracciato battuto e scendete fino a raggiungere la stazione di Trockener Steg (2.939 m.s.l.m.). Vi raccomandiamo di prestare massima attenzione e di limitare il più possibile la velocità in quanto nel pomeriggio la neve potrebbe essere più molle con il rischio di affossare le ruote.
Dopo circa mezz'ora di possibili "testacoda" o "ruzzoloni" sulla neve, una volta raggiunta la stazione di Trockener Steg (2.939 m.s.l.m.), si presenterà la possibilità di scendere con le funivie fino a Zermatt (1.606 m.s.l.m.) oppure di scendere lungo la mulattiera, completamente percorribile in sella alla bicicletta, che scorre lungo la valle del Furggbach, passando dalle stazioni di Furgg (2.432 m.s.l.m.) e poi di Furi (1.864 m.s.l.m.), impiegando circa 2 or per coprire gli oltre 1.300 metri di dislivello.

Giorno 4
Zermatt (1.606 m.s.l.m.) - Macugnaga (1.320 m.s.l.m.)

L'idea iniziale prevedeva di raggiungere Grachen (1.619 m.s.l.m.) tramite strada asfaltata e da qui dirigersi a Saas Fee (1.772 m.s.l.m.) tramite il sentiero che corre lungo la cresta del Balfrin, ma, nonostante le carte non indichino grandi cambi di  pendenze, tutti gli addetti dei vari uffici informazioni turistiche sconsigliano in ogni maniera di svolgere questo percorso in quanto è considerato pericoloso.
A questo punto scartiamo la prima ipotesi (se qualcuno dovesse farla ugualmente vi prego di inserire informazioni su "Dario di Viaggio"), guadagnando una giornata sul programma e ci dirigiamo verso il fondo valle alla volta della valle di Saas (Saas Tal). Da qui raggiungeremo già nel pomeriggio Macugnaga (1.320 ms.l.m.).
Usciti da Zermatt (1.606 m.s.l.m.) attraverseremo in discesa gli splendidi villaggi di Tasch (1.449 m.s.l.m.), Randa (1.406 m.s.l.m.) e Saint Niklaus (1.113 m.s.l.m.), fino a raggiungere in circa un'ora il fondo valle nel comune di Stadal (908 m.s.l.m.).
Prima di entrare in paese seguite le indicazioni per Saas Fee ( 1.772 m.s.l.m.) ed imboccare la valle di Saas (Saas Tal) che seguirete fino al lago di Mattmark (2.203 m.s.l.m.), il lago artificiale formato da una diga in materiale naturale più grande d'Europa.
Dopo circa tre ore di salita, avremo superato Saas Balen (1.471 m.s.l.m.), Saas Grund (1.562 m.s.l.m.) e Saas Almagel (1.679 m.s.l.m.), senza deviare per Saas Fee (1.772 m.s.l.m.), fino a raggiungere il lago di Mattmark (2.203 m.s.l.m.).
Seguendo la comoda strada che corre lungo la riva destra, raggiungete l'altro lato del lago dove parte il sentiero che in poco meno di due ore conduce al Passo del Monte Moro (2.868 m.s.l.m.). E' ciclabile soltanto nella prima metà, dalla seconda in poi il terreno diventa eccessivamente roccioso e percorribile soltanto a piedi, a tratti con la bicicletta in spalla.
Valicato il passo rientriamo in territorio italiano, da qui dovremo salire ancora qualche decina di metri a piedi fino alla  statua dorata della Madonna che domina un immensa placca rocciosa inclinata, dalla quale in pochi minuti raggiungeremo il rifugio Oberto (2.786 m.s.l.m.) dove potremo pranzare.
Qualche minuto di riposo e si riparte alla volta di Macugnaga (1.320 m.s.l.m.): in questo caso vi consigliamo di utilizzare i due tratti di funivia che conducono in paese, in quanto la pendenza del sentiero è veramente impressionante e alla portata dei ciclisti veramente esperti.

Giorno 5
Macugnaga (1.320 m.s.l.m.) - Staffal .:. Gressoney (1.837 m.s.l.m.)

ATTENZIONE : questa tappa durante l'estate 2008 non sarà completamente percorribile, in quanto i tracciati che collegano Alagna al Passo dei Salati e da qui a Staffal (Gressoney) saranno chiusi per lavori di realizzazione di impianti di innevamento e in via cautelare non sarà nemmeno consentita la salita sugli impianti a fune insieme ad una mountain bike.

Dal centro di Macugnaga (1.320 m.s.l.m.) scendete per circa un chilometro lungo la statale fino al ponte che troverete sulla destra e che, attraversando il torrente, conduce alla frazione Isella, dove si prende la strada sterrata che abbandona la valle Anzasca e conduce prima al poggio Motta e poi al lago delle Fate  (1.309 m.s.l.m.), da dove dovrete proseguire in sella alla mountain bike fino alle miniere d'oro abbandonate.
Siamo partiti soltanto da circa mezz'ora, ma da qui fino al Passo del Turlo dovremo scendere dalla sella e camminare spingendo la bicicletta per circa 4 ore e mezza, non nascondo che questa sarà la tappa più dura di tutto il tour.
Iniziamo a spingere la biciletta e dal bivacco Lanti (2.150 m.s.l.m.) la strada lastricata, costruita dall'esercito all'inizio del secolo scorso, si fa ancor più irta e tortuosa, fino a raggiungere il Colle del Turlo (2.738 m.s.l.m.) da dove saluteremo la val Quarazza e inizieremo la discesa verso Alagna (1.191 m.s.l.m.), tornando in sella alla biciletta. Nel tratto tra il Colle del Turlo (2.738 m.s.l.m.) e il rifugio Pastore (1.575 m.s.l.m.) prestate attenzione in perchè in alcuni brevi tratti, per fortuna pochi, bisogna all'ocorrenza scendere dalla sella.
In circa un'ora e mezza raggiungerete Alagna (1.191 m.s.l.m.), dove avrete la possibilità di raggiungere il Passo dei Salati (2.997 m.s.l.m.) con gli impianti di risalita e raggiungere nel pomeriggio Staffal (1.837 m.s.l.m.) a Gressoney la Trinité (1.637 m.s.l.m.), da cui eravamo partiti.
In alternativa potrete risalire il giorno successivo il vallone dell'Olen, lungo una comoda strada che qualche centinano di metri dopo aver superato Pianalunga (2.046 m.s.l.m.), stazione intermedia degli impianti a fune, si trasforma in sentiero che aumenta via via di pendenza fino a raggiungere il rifugio Guglielmina (2.876 m.s.l.m.). In questo tratto la ciclabilità è ridotta anche per i più allenati, ma ci permetterà di raggiungere il Col d'Olen (1.881 m.s.l.m.) da dove inizierà la discesa nella valle del Lys.
Un breve tratto di sentiero roccioso ci riporta sulla pista da sci, dove, dopo qualche centinaio di metri, incontreremo la strada sterrata che scende a Staffal (1.837 m.s.l.m.), passando dal Gabiet (2.318 m.s.l.m.).

Il Tour è dunque giunto alla conclusione:
5 giorni intensi alla scoperta di ambienti unici, diversi tra loro, che si sviluppano lungo 6 diverse valli che nascono a 360° dalle pendici del Monte Rosa, accumunate dall'influenza che la cultura Walser ha avuto (e, quasi in tutti i casi, ha tutt'ora) sui popoli che le abitano.
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Scatti dal Tour del Monte Rosa
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Fotografie di Paolo Sangalli,
Guide Monterosa e Paolo Maria Viganò
Web Promotion di Paolo Maria Viganò - loc. Staffal, 22 - 11020 Gressoney la Trinité (AO) - P.I. 01111380075
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